Chiusura del ciclo dei rifiuti
Gestire in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti in un'ottica circolare significa potenziare gli impianti di trattamento e recupero di materia e per gli scarti, la loro valorizzazione con produzione di energia e calore.
Uno dei principi su cui si basa il nostro modello di business in ottica di economia circolare è che non esistono scarti, ma solo valore. Un aspetto fondamentale per il futuro delle comunità, dell’ambiente e dei territori, dove recuperiamo i beni ormai diventati rifiuti e diamo loro una nuova vita, facendoli diventare nuova materia ed energia per le comunità. Questo grazie alla riduzione dell'uso delle discariche, degli sprechi e limitando le emissioni di CO₂ nell’atmosfera.
Noi di A2A siamo dei leader in Italia nel settore dei servizi ambientali e nelle attività di recupero di materia ed energia. I nostri obiettivi sono in linea con quelli fissati dall’Unione Europea: sviluppiamo sistemi di economia circolare in una logica di sostenibilità e applichiamo le migliori tecnologie al fine di salvaguardare il nostro Pianeta, limitando il ricorso alle risorse primarie.
Siamo protagonisti di tutta la catena del valore della gestione dei rifiuti, fino a che questi non vengono trasformati in nuova materia e immessi nei cicli produttivi e di consumo. Ne gestiamo 5,2 milioni di tonnellate, riuscendo a servire 4 milioni di abitanti. Su 2 milioni di tonnellate raccolte, destiniamo circa un 70% al recupero della materia e un 30% al recupero energetico.
Inoltre, crediamo fortemente che la sinergia tra industria e ricerca sia fondamentale per favorire lo sviluppo e l’innovazione dei nostri asset. Per questo, gestiamo direttamente attività di ingegneria e ricerca e sviluppo e collaboriamo con associazioni, centri di ricerca e università.
Il nostro parco impiantistico comprende:
In un sistema virtuoso di economia circolare, i termovalorizzatori (WtE) hanno una funzione di vitale importanza perché sostituiscono le discariche: recuperano energia elettrica e termica dai rifiuti non utilmente riciclabili come materiali consentendo il risparmio di risorse energetiche e, rispetto alle discariche tradizionali, riducono di circa il 50% le emissioni di CO₂.
Per raggiungere i risultati globali di decarbonizzazione nei consumi finali entro il 2030, ci siamo posti degli obiettivi ancora più sfidanti, che riguardano il recupero dell’energia dai rifiuti e dagli scarti agroindustriali.
Per mettere in pratica gli obiettivi che ci siamo prefissati nostra strategia, il nostro impegno è focalizzato in azioni strategiche che ci permettono di contrastare il cambiamento climatico.
Vogliamo destinare i nostri investimenti alle attività di chiusura del ciclo dei rifiuti, a quelle per il recupero del calore disperso a beneficio del teleriscaldamento e all’accelerazione del recupero di materia ed energia tramite la realizzazione di nuovi impianti e il miglioramento continuo di quelli esistenti, anche attraverso iniziative innovative di sviluppo tecnologico.
Già da anni stiamo realizzando significativi piani di investimento, ma per raggiungere la Net Zero, il piano prevede anche nuovi investimenti che ci permetteranno di contribuire alla riduzione dell’impronta carbonica derivante dal settore della mobilità, che genera in Italia circa il 30% delle emissioni di CO₂. Per ridurre quelle derivanti dai trasporti di merci e persone produrremo idrogeno verde e BIO-GNL.
Rifiuti trattati (t)
Energia elettrica prodotta grazie alla valorizzazione dei rifiuti (compreso biogas), caldaie a gas naturale
Energia termica prodotta prodotta grazie alla valorizzazione dei rifiuti (compreso biogas), caldaie a gas naturale
Gestire in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti in un'ottica circolare significa potenziare gli impianti di trattamento e recupero di materia e per gli scarti, la loro valorizzazione con produzione di energia e calore.
Rinnoviamo il nostro impegno per eliminare gli sprechi di risorse, favorendo il recupero del calore disperso a favore del teleriscaldamento.
Realizzeremo nuovi impianti per il recupero di materia, per un totale di 2,2 milioni di tonnellate di CO₂ risparmiate entro il 2030. Un aumento di ben 1,2 milioni rispetto ad oggi.
Stiamo implementando soluzioni green dedicate al settore della mobilità sostenibile, quali l’uso di idrogeno verde e biometano, una soluzione green prodotta per ridurre drasticamente le emissioni dei mezzi pesanti.
Con la Delibera 363/2021/R/rif l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha introdotto, per gli impianti di chiusura del ciclo dei rifiuti dichiarati “aggiuntivi” ai sensi della medesima delibera, l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet i criteri principali alla base dell’individuazione dei corrispettivi di accesso agli impianti di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e della forsu.
Ottemperando all’art. 6 della Delibera 363/2021/R/rif, la Regione Lombardia, con Delibera di Giunta n. 5777/2021, ha dichiarato tutti gli impianti di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e della forsu lombardi come “aggiuntivi”, tenuto conto dell’autosufficienza impiantistica e della competitività che caratterizza il mercato lombardo e riservando la possibilità di rivedere tale disposto in sede di aggiornamento biennale delle tariffe, a seguito dell’eventuale modificarsi delle condizioni di mercato e dell’adozione del Piano Nazionale di Gestione Rifiuti.
Ne consegue che, ai sensi dell’art. 24 della Delibera 363/2021/R/rif, A2A Ambiente in qualità di gestore di impianti di chiusura del ciclo “aggiuntivi”, è tenuta ad applicare condizioni di conferimento non discriminatorie, in conformità con la normativa vigente, e a rendere noti i criteri principali alla base della individuazione dei corrispettivi di accesso. Per quel che riguarda i principali criteri di definizione dei corrispettivi di accesso, possono essere principalmente ricondotti ai seguenti elementi:
Queste informazioni, insieme alle altre, saranno valutate anche in relazione alla residua capacità disponibile dell’impianto al momento della richiesta del servizio di trattamento nonché ad elementi volti a considerare la complessiva affidabilità del conferente.
Da ultimo, si segnala che, in sede di fatturazione ai soggetti conferenti, ai sensi dell’art. 24 della Delibera 363/2021/R/rif, A2A Ambiente è tenuta ad applicare, per l’accesso alle discariche, la componente perequativa ambientale (𝐶𝑠𝑚𝑎𝑙), da definirsi con successivo provvedimento ARERA.
Risorse utili
Servizi e impianti